Che Paoluccio Anafesto sia stato il primo doge di Venezia e che fosse originario di Oderzo, oppure che tutto appartenga alla leggenda, per me non cambia la forza di questo legame.

Tra Oderzo e Venezia esiste un filo antico, nato dalle migrazioni, dall’acqua, dalla paura e dal coraggio di chi lasciò la terra per cominciare una vita nella laguna.

Forse è proprio questa storia a spiegare perché Venezia mi sia sembrata vicina, intima, quasi familiare. 

Ogni volta che percorro le sue calli o guardo l’acqua dei canali, sento di ritrovare qualcosa che mi appartiene.

Non so se sia storia, memoria o suggestione: so soltanto che Venezia è entrata dentro di me e che la sento parte delle mie radici profonde

 

Paoluccio Anafesto

Il primo doge di Venezia e il legame dimenticato con Oderzo

Quando si raccontano le origini di Venezia, lo sguardo corre inevitabilmente verso la laguna. Eppure, una parte importante di quella storia comincia sulla terraferma, tra le rovine dell’antica Opitergium, l’attuale Oderzo.

È proprio attraverso la fuga degli abitanti di Oderzo verso le zone lagunari che si può ricostruire il collegamento con Paoluccio Anafesto, indicato dalla tradizione come il primo doge di Venezia.

Tra storia e leggenda

Secondo la tradizione veneziana, Paoluccio Anafesto sarebbe stato eletto intorno al 697 come primo duca delle comunità lagunari. Il termine doge deriva infatti dal latino dux, cioè comandante o governatore.

La sua figura rimane però avvolta nell’incertezza. Le fonti che ne raccontano la vita furono scritte diversi secoli dopo gli avvenimenti e gli storici moderni discutono persino sulla sua reale esistenza. Paoluccio potrebbe essere stato un personaggio successivamente trasformato dalla tradizione veneziana oppure un funzionario bizantino confuso con il primo doge.

Il suo nome rimane comunque legato alla nascita del potere politico veneziano e soprattutto alla città di Eraclea, uno dei primi centri importanti della Venezia lagunare.

La distruzione di Oderzo

Nel VII secolo Oderzo era ancora una città strategica dell’Impero bizantino, posta al confine con i territori controllati dai Longobardi.

La sua posizione, però, la rendeva difficile da difendere. Dopo decenni di scontri, la città fu conquistata e distrutta dai Longobardi intorno alla metà del VII secolo.

Una parte degli abitanti aveva già cominciato ad abbandonare Opitergium, cercando rifugio nelle isole, nelle paludi e nei territori protetti dall’acqua dell’estuario veneto.

Non si trattò soltanto dello spostamento di singole famiglie. Verso la laguna si trasferirono esponenti della nobiltà, uomini delle istituzioni, religiosi e una parte consistente della comunità opitergina.

Da Oderzo a Eraclea

Molti profughi provenienti da Oderzo si stabilirono a Melidissa, un insediamento che in seguito prese il nome di Eraclea e che oggi corrisponde all’area di Cittanova.

Treccani indica esplicitamente Eraclea come una città fondata da un gruppo di profughi provenienti da Oderzo, distrutta dai Longobardi nel VII secolo. Il centro divenne poi una delle prime sedi del governo della Venezia lagunare.

Anche la storia religiosa conferma questo spostamento. Prima della definitiva caduta di Oderzo, il vescovo San Magno e una parte della popolazione si erano già rifugiati nelle isole dell’estuario. La diocesi opitergina trasferì così uomini, tradizioni e autorità verso le comunità lagunari.

Eraclea, quindi, non nacque dal nulla. Portava con sé una parte dell’identità di Oderzo: le sue famiglie, la sua organizzazione civile, la sua esperienza amministrativa e la sua cultura di origine romana e bizantina.

Paoluccio Anafesto a Eraclea

È proprio a Eraclea che la tradizione colloca l’elezione di Paoluccio Anafesto.

Secondo il racconto tramandato dalle cronache veneziane, i rappresentanti delle comunità lagunari decisero di affidare il governo a un unico duca, capace di coordinare la difesa e mantenere l’ordine in un territorio frammentato tra isole, fiumi e paludi.

Paoluccio sarebbe stato scelto tra gli uomini più autorevoli di Eraclea e avrebbe governato per circa vent’anni. La tradizione colloca nella stessa città anche la sua morte e la sua sepoltura.

Non esistono però prove sufficienti per affermare che Paoluccio fosse nato personalmente a Oderzo. Il collegamento documentabile è diverso e probabilmente ancora più significativo: Eraclea, il luogo dal quale sarebbe emerso il primo doge, era stata costruita e popolata anche dagli esuli opitergini.

Oderzo alle origini di Venezia

Dire che Oderzo “diede a Venezia il suo primo doge” è una formula suggestiva, presente nella tradizione locale, ma deve essere interpretata con prudenza.

Non significa necessariamente che Paoluccio Anafesto sia nato entro le mura dell’antica Opitergium. Significa che la comunità politica nella quale la tradizione colloca la sua elezione era nata anche dall’esodo degli abitanti di Oderzo.

Gli opitergini non portarono nella laguna soltanto i propri beni. Portarono conoscenze amministrative, legami familiari, tradizioni religiose e una cultura cittadina maturata durante i secoli romani e bizantini.

In questo senso, una parte delle radici della futura Venezia può essere ricercata proprio nella terraferma e nella storia di Oderzo.

Un legame fatto di acqua e migrazioni

Oderzo e Venezia sembrano città profondamente diverse. Una sorge nella pianura attraversata dal Monticano; l’altra emerge dalle acque della laguna.

Nel VII secolo, tuttavia, fiumi, canali e zone paludose non rappresentavano una separazione, ma una via di fuga e di comunicazione. Attraverso quelle acque gli abitanti di Oderzo raggiunsero l’estuario, contribuendo alla crescita dei centri dai quali sarebbe nata Venezia.

La distruzione di Opitergium fu una tragedia per la città, ma segnò anche l’inizio di una nuova storia. Eraclea divenne il punto d’incontro tra la memoria della terraferma e il futuro della laguna.

Tra memoria e identità

Paoluccio Anafesto rimane una figura sospesa tra realtà e leggenda. Forse fu davvero il primo doge; forse il suo nome nacque dalla sovrapposizione di personaggi e avvenimenti differenti.

Il suo legame con Oderzo, però, permette di comprendere un aspetto fondamentale: Venezia non nacque esclusivamente nelle isole. Nacque anche grazie alle popolazioni provenienti dalle città romane e bizantine della terraferma, costrette a cercare protezione nelle acque della laguna.

Tra quelle città c’era Oderzo.

Per questo la storia del primo doge veneziano può essere letta anche come una pagina della storia opitergina: il racconto di una comunità che, perduta la propria città, contribuì alla nascita di una delle più straordinarie potenze del Mediterraneo.

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