Taccuino

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Un palazzo sul Canal Grande dove l’arte diventa dialogo tra epoche, persone e sguardi.

Dal romanzo
Quel giorno, tra un sorso e l’altro, parlarono.
Non come chi si aggiorna.

Come chi si riconosce.
O forse, come chi si salva. 

In Sebastiano qualcosa si spostò.
Non uno scatto. 
Una fessura. 
Un passaggio d’aria. 
Uguale a quando apri una finestra e non ti aspettavi odore di fiori. 

La luce, per la prima volta da mesi, sembrò arrivare anche da dentro.

Lucia era a Venezia per la mostra di Thomas Berra. “In quel camminare dove ti portano i piedi.” Titolo sbilenco, ma preciso.

Come lei.

«Se ti va… ti accompagno.»
«Certo. Ma hai tempo?»
«Per oggi ho tempo.»

Si alzarono insieme.
Con quella naturalezza che non è abitudine, ma possibilità.
Lucia raccolse la borsa. 

Poi Sebastiano disse, con tono semplice:
«Passiamo un attimo in galleria. Avviso che oggi sparisco.» 

E fu allora che Sebastiano lo vide.
Davanti alla vetrina del mastro cartaio.
 
Un uomo. Alto. Peacoat blu. 
Fermo. Troppo fermo. 

Presenza che non chiede.

Solo aspetta.
— Brano tratto dal romanzo Il tuo gatto è dentro il mio giardino

Il luogo vero

Dal romanzo alla realtà

Nel romanzo Il tuo gatto è dentro il mio giardino, Ca’ Pesaro rappresenta uno dei primi momenti in cui il rapporto tra Sebastiano e Lucia cambia profondamente.

Non è soltanto una visita a una mostra. È il luogo nel quale due persone imparano ad ascoltarsi senza dover spiegare tutto. L’arte diventa un linguaggio comune, capace di avvicinarle con maggiore delicatezza di qualsiasi dichiarazione.

La mostra di Thomas Berra, con il suo invito a lasciarsi guidare dal cammino e dagli incontri, accompagna questo momento con naturalezza. Fuori dalle pagine del romanzo, Ca’ Pesaro continua a essere uno dei luoghi simbolo dell’arte moderna a Venezia.

Un palazzo nato per stupire

Affacciato sul Canal Grande, Ca’ Pesaro è uno dei grandi esempi dell’architettura barocca veneziana. Il palazzo venne progettato da Baldassare Longhena, lo stesso architetto della Basilica di Santa Maria della Salute.

La costruzione iniziò nel Seicento e proseguì anche dopo la morte di Longhena. La grande facciata sul Canal Grande, con il suo ritmo monumentale di archi, colonne e aperture, racconta ancora oggi il prestigio della famiglia Pesaro.

Il palazzo nacque come dimora aristocratica, ma la sua storia lo avrebbe condotto verso una funzione molto diversa: diventare uno spazio pubblico dedicato all’arte.

Dalla nobiltà all’arte

Nel corso del Novecento Ca’ Pesaro cambiò completamente destinazione. Il palazzo venne legato alla promozione dell’arte moderna grazie al lascito di Felicita Bevilacqua La Masa.

Da quel momento, l’edificio divenne un punto di riferimento per artisti, collezionisti e visitatori. La sua identità aristocratica non scomparve, ma si trasformò: le sale nate per rappresentare il potere di una famiglia iniziarono a ospitare le nuove forme espressive del Novecento.

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro nacque all’inizio del Novecento e divenne progressivamente uno dei principali musei italiani dedicati all’arte moderna.

Le sue collezioni raccontano il passaggio dall’Ottocento alle avanguardie del Novecento, mettendo in dialogo artisti italiani e internazionali. Il percorso museale permette di attraversare linguaggi differenti: pittura, scultura, sperimentazione, simbolismo, espressionismo e ricerca astratta.

Ogni sala invita il visitatore a cambiare prospettiva. Le opere non vengono soltanto osservate: interrogano chi le guarda, costringendolo a rallentare e a riconoscere qualcosa di sé.

Le collezioni

Nelle sale del museo sono conservate opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte moderna italiana e internazionale. Il percorso comprende pittura e scultura, con lavori che attraversano le principali trasformazioni artistiche del Novecento.

La forza di Ca’ Pesaro sta proprio nella varietà. Il visitatore passa da opere segnate dalla materia e dal gesto a composizioni più astratte, da figure inquietanti a immagini di equilibrio e silenzio.

È un museo nel quale le opere sembrano dialogare non soltanto tra loro, ma anche con il palazzo che le ospita.

Thomas Berra e il cammino dei protagonisti

Nel romanzo, Lucia arriva a Venezia per visitare la mostra di Thomas Berra, intitolata In quel camminare dove ti portano i piedi.

Il titolo dell’esposizione diventa quasi una dichiarazione poetica del percorso compiuto da Sebastiano e Lucia. I due non hanno ancora deciso dove andare, né cosa diventerà il loro rapporto. Camminano, osservano e si lasciano guidare da ciò che accade.

Anche la loro relazione nasce in questo modo: non da una scelta improvvisa, ma da una successione di piccoli gesti, silenzi e possibilità.

Ca’ Pesaro nel romanzo

Per Sebastiano, la visita al museo rappresenta molto più di un appuntamento. Tra quelle sale scopre che il silenzio condiviso può essere più sincero di molte parole.

La presenza di Lucia apre una fessura nella sua solitudine. Per la prima volta da mesi, qualcosa sembra muoversi dentro di lui. La luce non arriva soltanto dalle finestre o dalle opere esposte: sembra nascere anche da uno spazio interiore che credeva ormai chiuso.

Ca’ Pesaro diventa così il luogo nel quale la narrazione rallenta. L’indagine e il sospetto restano sullo sfondo, mentre emergono il desiderio, la paura e la possibilità di una nuova vicinanza.

Una presenza fuori posto

Il momento di apertura viene però interrotto da una figura immobile davanti alla vetrina del mastro cartaio.

Un uomo alto, con un peacoat blu. Una presenza che non compie gesti, non chiama e non si avvicina. Rimane ferma e aspetta.

Il contrasto è netto: mentre Sebastiano comincia a intravedere una possibilità di salvezza, qualcosa di oscuro torna a ricordargli che non è libero dal passato.

Il Museo d’Arte Orientale

Ca’ Pesaro ospita anche il Museo d’Arte Orientale, una raccolta dedicata soprattutto all’arte giapponese. Le collezioni comprendono oggetti, armi, tessuti, lacche, ceramiche e opere che raccontano un mondo distante da Venezia soltanto in apparenza.

Anche questa presenza contribuisce alla particolarità del palazzo: sotto lo stesso tetto convivono l’arte moderna occidentale e una vasta testimonianza della cultura orientale.

Un luogo di incontri

Ca’ Pesaro nasce come dimora privata, diventa museo e continua a essere un luogo di passaggio. Le persone entrano per vedere un’opera, ma spesso escono con una domanda diversa da quella con cui erano arrivate.

Nel romanzo accade qualcosa di simile. Sebastiano accompagna Lucia a una mostra, ma attraversando quelle sale scopre una possibilità che non stava cercando.

Alcuni luoghi non si limitano a custodire opere e memorie. Cambiano il modo in cui guardiamo ciò che abbiamo davanti. Talvolta cambiano anche il modo in cui guardiamo noi stessi.

M A U R I Z I O M A T T I O N